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.:Don Chisciotte:.

-online da maggio 2005-
"La Poesia,
a mio giudizio, è come una tenera fanciulla, bellissima in ogni
cosa, che altre fanciulle, che sono tutte le restanti scienze, hanno il
compito di arricchire, curare e abbellire, e lei si deve servire di tutte,
mentre le altre si devono nobilitare attraverso di lei."
Cervantes,
Don Chisciotte
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.:Don Chisciotte
è già in Viaggio:.
.:In Viaggio:.
Una volta che l’idea del viaggio sfiora la mente, e una volta che la mente sfiorata dall’idea fa scoccare la scintilla della possibilità di compiere il viaggio stesso, e una volta che tutto è predisposto, la strada si staglia infinita, le gambe fremono e la fantasia già naviga come fosse una caravella trasportata dal vento su un oceano di possibili luoghi da visitare; una volta che il cielo e la terra danno il loro assenso, non resta che partire. E infatti ogni viaggio che si rispetti ha innanzitutto una partenza. Le tappe, i luoghi, i compagni, persino la meta può cambiare, ma l’essenza è e resta immutabile.
Il Don Chisciotte è in viaggio. Il sacro luogo della partenza, il divino inizio, è stato superato. Non senza difficoltà: l’arte viaggia per sentieri scomodi dove la visibilità è poca e l’indifferenza tanta.
Naturalmente non per questo Don Chisciotte lascerà le redini del suo fedele Ronzinante e non per questo Sancho rinuncerà tanto facilmente al suo castello. Anzi. È in costruzione on-line, al sito www.ildonchisciotte.altervista.org una sezione dedicata a tutti i viaggiatori che, sbattendo contro inferociti mulini a vento, oltre ai vestiti strappati e alle ossa rotte non restano che con dei vecchi fogli scritti in mano o nel cassetto. Il Castello per Sancho sarà la reggia nella quale pensieri scritti in qualsiasi forma letteraria possono trovare ristoro e comprensione.
Al viaggio, ai viaggiatori, agli infiniti percorsi che l’essenza stessa del viaggio è in grado di affrontare, è dedicato questo secondo numero del Don Chisciotte. Convinti che l’arte non può e non deve mai stare ferma, pena lo stallo e la caduta nella barbarie, abbiamo deciso di muoverci entro alcuni dei possibili luoghi che la partenza ci ha indicato.
Ritroviamo così la Locanda, dove strani personaggi, alcuni fissi, alcuni solo di passaggio (e che locanda sarebbe sennò?) tra un crocevia e l’altro si fermano a raccontarci cosa il loro viaggio, spesso solo mentale, ha prodotto.
E la critica della realtà, di questa triste e spesso anonima contemporaneità, è tema, purtroppo, ricorrente e tappa ormai fissa del viaggio. E la scopriamo sotto un sottile velo di tristezza ad una stazione di una cittadina di questa sempre più nostra Europa, o più arrogante e violenta nella storia di un ancestrale villaggio di peccatori.
Dopo aver attraversato uno strano Universo fatto di figure geometriche, ce ne andremo dritti all’inferno, un inferno aperto al pubblico dove Lucifero e il mito vivono ancora.
Tra deliranti mulini a vento, poesie, vignette grottesche e tavole laceranti di dolore e rabbia, si staglia un racconto in cui è l’Oceano a parlare. Si completa così la seconda tappa del Don Chisciotte.
Prima di iniziare il viaggio vogliamo citare alcuni versi di una canzone che non a caso s’intitola Il viaggiatore
Il viaggio non è l’emozione
di attimi pericolosi,
il viaggio è la gioia del tempo,
pericolo è stare rinchiusi.
Il viaggiatore viaggia solo
e non lo fa per tornare contento,
lui viaggia perché è di mestiere,
ha scelto il mestiere di vento.
Mercanti di liquore
BUON VIAGGIO
.:Per una più
facile navigazione:.
La Rivista Don Chisciotte, quadrimestrale e reperibile nei
punti vendita indicati, si affianca a questo sito per meglio gestire
i rapporti con i lettori, preziosissimi collaboratori e compagni d'avventura.
Prendete questi luoghi effimeri come una Mancha virtuale: visitate la
Locanda, incontrate i personaggi che la vivono tra
le parole. All'orizzonte, si staglia un maniero:
è il Castello di Sancho, un luogo dove tutti possono trovare una stanza in cui scrivere, vergare o anche semplicemente scarabocchiare rime, versi, pensieri. Sancho vi aspetta.
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